buongiorno.
l arte ?
che cosa è l arte?
come si chiama l arte?
sono domande che nessuno si pone, su qui nessuno riflette e che tutti dimenticano
oggi citerò Eugene Henry Paul Gauguin, pittore francese morto nel 1903
L'arte è o plagio o rivoluzione
questa frase racchiude la vera essenza del arte, come concetto in continua evoluzione per essere contemporneo ai tempi in cui viene vissuto.
l arte e sacrificio, e salvezza savità e pazzia.
il vero artista è colui che mette nel opera tutto se stesso, dalla prima fino al ultima goccia del suo impegno.
tutto il resto è plagio.
mercoledì 28 dicembre 2011
lunedì 7 novembre 2011
falsità
scusate se in questi giorni non ho scritto ma sono stato molto impegnato
ma non inporta, stasera commenterò una sola frase, sono di fretta ve l' ho detto, ma approfondirò ancora questo argomento.
qusta perla fu scritta da un antiquario italiano di nome Alessandro Morandotti
Ci sono bugie tanto commoventi da meritare di essere credute
la bugia, che io chiamo falsità è uno dei pilastri su cui si fonda l umanità stessa, il costruire storie per non incorrere in un danno personale è la vera colonna portante della nostra società, e secondo me questo è un bene.
la nostra mente si è evoluta per pensare, immaginare, creare, chi siamo noi per opprci a un uso pratico di tale meraviglioso apparato?
arrivederci
se volete potete dirmi se siete d accordo o no, siete liberi di farlo, io non mi offendo.
ma non inporta, stasera commenterò una sola frase, sono di fretta ve l' ho detto, ma approfondirò ancora questo argomento.
qusta perla fu scritta da un antiquario italiano di nome Alessandro Morandotti
Ci sono bugie tanto commoventi da meritare di essere credute
la bugia, che io chiamo falsità è uno dei pilastri su cui si fonda l umanità stessa, il costruire storie per non incorrere in un danno personale è la vera colonna portante della nostra società, e secondo me questo è un bene.
la nostra mente si è evoluta per pensare, immaginare, creare, chi siamo noi per opprci a un uso pratico di tale meraviglioso apparato?
arrivederci
se volete potete dirmi se siete d accordo o no, siete liberi di farlo, io non mi offendo.
giovedì 27 ottobre 2011
amore
buongiorno, oggi tratteremo di un tema molto ricorrente fra i giovani e non solo.
l amore, un sentimento che attraversa la mente di tutti gli uomini e seppur in modo diverso l un dal altro ci matura.
la prima citazione appartiene a apueio, scrittore latino e filosofo del 128 a.c.
Si sa che la fiamma del crudele Amore, quando è ancora tenue, col suo primo calore procura piacere, ma poi, alimentata dalla consuetudine, divampa in un incendio incontrollabile e divora completamente gli uomini
l amore viene definito come una fiamma crudele, un oscuro fuoco che divora l essere umano, lo invade castello e lo abbandona rudere, non c è modo di domarlo, l unica soluzione è di evitare di bruciarsi, ma è come dire di non voler bagnarsi e poi buttarsi in un fiume.
l amore è una forza a cui non ci si può sottrarre.
ma se è vero che l amore distrugge come facciamo a continuare a volerci bene, siamo forse degli inguaribili masochisti che si dilettano nel infliggersi dolore? io non credo, secondo il mio parere quella fiamma è una fiamma che ci purifica, e noi siamo le fenici che risorgono dalle ceneri, migliori di quando eravamo su orlo della combustione.
la seconda citazione appartiene a trilussa, poeta romanesco del 1871
Anche l'amore è un'arca
che salva dal diluvio della vita
ma a tempesta finita
non si sa mai la roba che si sbarca
l amore è una nave, che deve passare attraverso mille diluvi e bufere, per poter esprimersi in quella poesia che si chiama felicità reciproca.
ma non illudetevi, i mari son pieni di relitti, alcuni affondano, altri rimangono a vista, ma non vi è alcuna differenza.
ma alla fine di un viaggio, quando i marinai approdano finalmente uniti, consolidati, si bacia la terra, si guarda il mare e lo si rimpiange con nostalgia, lo si guarda come un ladro che ti ha sottratto un tesoo.
dopo un cero periodo di tempo pero esso muterà, figura indistinta, ombra nella notte, e ci sembrera una cara persona che ci ha fatto un favore.
ma alcuni decidono di reimbarcarsi, risolcare i mari al avventura, e noi non possiamo fermarli, non sarebbe giusto fermare questi ulissi che non hanno ancora ritrovato la loro petrosa itaca.
la terza citazione è di un filosofo tedesco del 1844 : Friedrich Nietzsche
Ciò che si fa per amore è sempre al di là del bene e del male
l amore rende folli, tutti lo riconoscono, quando si è innamorati la follia è un' amica che ci fa da ombra, impazziamo se l amore ci abbandona, soffriamo se l amore sbaglia, soffriamo se non ci ascolta, cos è questa se non follia?
ma se si è folli, si riesce a distinguere il bene e il male? il giusto e lo sbaglato? non so, io non ho mai conosciuto l amore, sono come l' osservatore di un aquario, che scrive immaginandosi pesce, io vedo da fuori, non capisco il nuotare di quei pesci, posso solo intuirlo.
ma folle è colui che vuole amare con razionaltà, l amore viene dal profondo, non dalla superfice, l amore viene dai pesci, non dal vetro del acquario.
la quarta citazione appartiene a uno scrittore poeta e pittore tedesco del 1877
Vale per l'amore ciò che vale per l'arte: chi sa amare soltanto l'immenso è più povero e meschino di chi sa entusiasmarsi per il minimo.
l amore dei particolari, spesso si traduce come adulazione, un comportamento che differisce dal amore per un piccolo particolare, adulare è meschino, amare è divino, tutti coloro che amano si elevano, crescono interiormente, maturano come mele sugli alberi.
alla base del amore sta la felicità reciproca.
finche questo sentimento pesrsevererà l umanità ha speranza di continuare la sua camminata verso un futuro che ora potremmo solo immaginare.

grazzie del tempo dedicatomi.
arrivederci
l amore, un sentimento che attraversa la mente di tutti gli uomini e seppur in modo diverso l un dal altro ci matura.
la prima citazione appartiene a apueio, scrittore latino e filosofo del 128 a.c.
Si sa che la fiamma del crudele Amore, quando è ancora tenue, col suo primo calore procura piacere, ma poi, alimentata dalla consuetudine, divampa in un incendio incontrollabile e divora completamente gli uomini
l amore viene definito come una fiamma crudele, un oscuro fuoco che divora l essere umano, lo invade castello e lo abbandona rudere, non c è modo di domarlo, l unica soluzione è di evitare di bruciarsi, ma è come dire di non voler bagnarsi e poi buttarsi in un fiume.
l amore è una forza a cui non ci si può sottrarre.
ma se è vero che l amore distrugge come facciamo a continuare a volerci bene, siamo forse degli inguaribili masochisti che si dilettano nel infliggersi dolore? io non credo, secondo il mio parere quella fiamma è una fiamma che ci purifica, e noi siamo le fenici che risorgono dalle ceneri, migliori di quando eravamo su orlo della combustione.
la seconda citazione appartiene a trilussa, poeta romanesco del 1871
Anche l'amore è un'arca
che salva dal diluvio della vita
ma a tempesta finita
non si sa mai la roba che si sbarca
l amore è una nave, che deve passare attraverso mille diluvi e bufere, per poter esprimersi in quella poesia che si chiama felicità reciproca.
ma non illudetevi, i mari son pieni di relitti, alcuni affondano, altri rimangono a vista, ma non vi è alcuna differenza.
ma alla fine di un viaggio, quando i marinai approdano finalmente uniti, consolidati, si bacia la terra, si guarda il mare e lo si rimpiange con nostalgia, lo si guarda come un ladro che ti ha sottratto un tesoo.
dopo un cero periodo di tempo pero esso muterà, figura indistinta, ombra nella notte, e ci sembrera una cara persona che ci ha fatto un favore.
ma alcuni decidono di reimbarcarsi, risolcare i mari al avventura, e noi non possiamo fermarli, non sarebbe giusto fermare questi ulissi che non hanno ancora ritrovato la loro petrosa itaca.
la terza citazione è di un filosofo tedesco del 1844 : Friedrich Nietzsche
Ciò che si fa per amore è sempre al di là del bene e del male
l amore rende folli, tutti lo riconoscono, quando si è innamorati la follia è un' amica che ci fa da ombra, impazziamo se l amore ci abbandona, soffriamo se l amore sbaglia, soffriamo se non ci ascolta, cos è questa se non follia?
ma se si è folli, si riesce a distinguere il bene e il male? il giusto e lo sbaglato? non so, io non ho mai conosciuto l amore, sono come l' osservatore di un aquario, che scrive immaginandosi pesce, io vedo da fuori, non capisco il nuotare di quei pesci, posso solo intuirlo.
ma folle è colui che vuole amare con razionaltà, l amore viene dal profondo, non dalla superfice, l amore viene dai pesci, non dal vetro del acquario.
la quarta citazione appartiene a uno scrittore poeta e pittore tedesco del 1877
Vale per l'amore ciò che vale per l'arte: chi sa amare soltanto l'immenso è più povero e meschino di chi sa entusiasmarsi per il minimo.
l amore dei particolari, spesso si traduce come adulazione, un comportamento che differisce dal amore per un piccolo particolare, adulare è meschino, amare è divino, tutti coloro che amano si elevano, crescono interiormente, maturano come mele sugli alberi.
alla base del amore sta la felicità reciproca.
finche questo sentimento pesrsevererà l umanità ha speranza di continuare la sua camminata verso un futuro che ora potremmo solo immaginare.
grazzie del tempo dedicatomi.
arrivederci
mercoledì 26 ottobre 2011
felicità
buongiorno, oggigiorno mi è capitato di discutere con una persona sulla felicità, e allora oggi le citazioni si ispireranno a questo argomento.
la prima è di Nino Salvaneschi,uno scrittore italiano del 1886.
Non dissetarti a tutte le fonti che trovi: la felicità sta nell'avere sempre sete.
vedere la felicità come la mancanza di qualcosa e non il suo possesso ci può sembrare strano, ma riflettiamo, noi ci impegnamo per essere felici, e per essere felici compiamo un percorso che ci porra davanti varie scelte e problemi, ma una volta superati ci faranno sentire il premio.
ma la domanda è la seguente, il premio esiste davvero?, o meglio a cosa serve il premio?
la risposta che io do a questa domanda è la seguente, il premio è solo un illusione, per convincere noi stessi a portare avanti una politica di sacrifici dediti al nostro migloramento, che senza, una politica che difficilmente porteremo avanti senza queste scuse.
ma allora chi è felice? colui che possiede i premi, o colui che non ne possiede nessuno la sentenza è ardua.
la seconda citazione appartiene a Frans Eemil Sillanpää, uno scrittore finlandese del 1888.
La ricchezza è la piu notevole forma di felicità terrena e felicità significa anche prova per se stessi. Sei tu uomo da sopportare la tua felicità? Qesto è il quesito.
la ricchezza, un bene spesso criticato nella storia del uomo.
il denaro viene considerato insieme al avidità degli uomini la principale causa del male nel mondo, ma se la felicità nasce dalla ricchezza , che felicità sarà?, una vera felicità? possibile, se noi stessi siamo in grado di sorreggere la prova della felicità ricca, una prova che ci imporra di sapere che molti altri vivono nella povertà, e sono felici in uguale misura a me, e allora non capirò di avere un eccesso? una cosa in più?, è questa la prova, e molti credono di superarla, ma non ne sono in grado.
la terza è di Giorgio Albertazzi uno scrittore italiano tuttoggi vivente
La felicità più che altro è un desiderio, è un'utopia
forse è vero, la felicità molto spesso sembra una chimera, un isola misteriosa avvolta dalla nebbia a cui ci si può solo avvicinare, ma mai atterrare o toccare con le proprie mani.
tutti noi abbiamo un obbiettivo nella vita, ma quato ci sfugge sempre, una saponetta bagnata.
ma la sua ricerca è ciò che ci spinge avanti, ci porta a crescere in modo miglore, e qusto non è di cero un male.
ultima citazione da parte di Friedrich Wilhelm Nietzsche, filosofo tedeso del 1844
La felicità non è fare tutto ciò che si vuole, ma volere tutto ciò che si fa.
questa teoria rispecchia l autoaccettazione da parte della persona, sapere che tutto ciò che si compie nella propria vita ha uno scopo, che tutto necessirta della nostra volonta per essere compiuto, perche nessuna cosa senza la volontà può essere portata a termine.
se ognuno di noi si accetta e accetta il suo operato, allora avra trovato la felicità.

arrivederci e grazzie della lettura
la prima è di Nino Salvaneschi,uno scrittore italiano del 1886.
Non dissetarti a tutte le fonti che trovi: la felicità sta nell'avere sempre sete.
vedere la felicità come la mancanza di qualcosa e non il suo possesso ci può sembrare strano, ma riflettiamo, noi ci impegnamo per essere felici, e per essere felici compiamo un percorso che ci porra davanti varie scelte e problemi, ma una volta superati ci faranno sentire il premio.
ma la domanda è la seguente, il premio esiste davvero?, o meglio a cosa serve il premio?
la risposta che io do a questa domanda è la seguente, il premio è solo un illusione, per convincere noi stessi a portare avanti una politica di sacrifici dediti al nostro migloramento, che senza, una politica che difficilmente porteremo avanti senza queste scuse.
ma allora chi è felice? colui che possiede i premi, o colui che non ne possiede nessuno la sentenza è ardua.
la seconda citazione appartiene a Frans Eemil Sillanpää, uno scrittore finlandese del 1888.
La ricchezza è la piu notevole forma di felicità terrena e felicità significa anche prova per se stessi. Sei tu uomo da sopportare la tua felicità? Qesto è il quesito.
la ricchezza, un bene spesso criticato nella storia del uomo.
il denaro viene considerato insieme al avidità degli uomini la principale causa del male nel mondo, ma se la felicità nasce dalla ricchezza , che felicità sarà?, una vera felicità? possibile, se noi stessi siamo in grado di sorreggere la prova della felicità ricca, una prova che ci imporra di sapere che molti altri vivono nella povertà, e sono felici in uguale misura a me, e allora non capirò di avere un eccesso? una cosa in più?, è questa la prova, e molti credono di superarla, ma non ne sono in grado.
la terza è di Giorgio Albertazzi uno scrittore italiano tuttoggi vivente
La felicità più che altro è un desiderio, è un'utopia
forse è vero, la felicità molto spesso sembra una chimera, un isola misteriosa avvolta dalla nebbia a cui ci si può solo avvicinare, ma mai atterrare o toccare con le proprie mani.
tutti noi abbiamo un obbiettivo nella vita, ma quato ci sfugge sempre, una saponetta bagnata.
ma la sua ricerca è ciò che ci spinge avanti, ci porta a crescere in modo miglore, e qusto non è di cero un male.
ultima citazione da parte di Friedrich Wilhelm Nietzsche, filosofo tedeso del 1844
La felicità non è fare tutto ciò che si vuole, ma volere tutto ciò che si fa.
questa teoria rispecchia l autoaccettazione da parte della persona, sapere che tutto ciò che si compie nella propria vita ha uno scopo, che tutto necessirta della nostra volonta per essere compiuto, perche nessuna cosa senza la volontà può essere portata a termine.
se ognuno di noi si accetta e accetta il suo operato, allora avra trovato la felicità.
arrivederci e grazzie della lettura
martedì 25 ottobre 2011
libertà
buongiorno. come prima cosa vorrei ringrazziarvi per aver letto la mia pagina di ieri, spero che l abbiate apprezzata.
tuttavia oggi è un nuovo giorno, e bisogna trattare un altro tema, la libertà, oggi ne ho discusso con una persona e volevo rendervi partecipi di un tale argomento.
la prima citazione è di Jean-Paul Sartre filosofo francese nato nel 1905.
L'uomo è condannato ad essere libero
vedere la libertà come una condanna è una cosa che apre nuovi punti di vista sulla questione.
analizziamo la nostra società, che essendo una società libera non ci opprime non ci obbliga a remare tutti nella stessa direzione, ma tutto ciò è vero? non siamo forse incanalati sempre più spesso al assimilare la libertà alla scelta? libertà = poter scegliere tra varie opzioni, ma questa non è già un imposizione, se il "poter" diventa dovere, l obbligo della scelta, a cui tutti noi oggi siamo soggiogati.
bisogna riflettere su che strade prendiamo noi, e su quali strade veniamo condotti.
la seconda appartiene a Benito Mussolini, che fu un politico italiano nato nel 1883.
La libertà non è un diritto: è un dovere. Non è una elargizione: è una conquista; non è un'uguaglianza; è un privilegio
l uomo che redo questa frase non era proprio un santo, ma a noi interessa il pensiero, e non la persona che l ha proclamato.
la libertà in questa frase è vista come un dovere, un privilegio, da conquistasi e rendersi meritevoli di possedere, e non un bene da trovare sempre a disposizione quando la si vuole e da abbandonare quando non ci rappresenta.
la libertà che noi oggi possediamo, durante la storia si è sviluppata fino a giungere fino a noi.
un esempio consono sarebbe un libro, a cui vengono apportate modifiche per adattarlo al proprio contesto storico culturale, il libro Sara diverso ogni giorno che passa, vecchi capitoli saranno cancellati e nuovi se ne aggiungeranno, risultando sempre diversa.
per questo noi dobbiamo conquistaci la nostra libertà, come se la sono conquistata i nostri genitori e i nostri nonni, e farne un privilegio nostro, che ci siamo sudati e che apprezziamo veramente.
la terza viene dalla penna di Luigi Russo, critico letterario italiano del 1892.
La libertà non è altro che un ordine, disciplina, e un uomo anarchico non è mai un uomo libero; colui che conduce una vita disordinata, si stanca presto di se stesso, si avvilisce, si sente schiavo del suo disordine, ed egli può dirsi un lento e cronico suicida della vita morale
ordine visto come legge che regola la vita, senza la quale, il solo esistere sarebbe una lunga agonia, un trascinarsi dietro a tutti i ninnoli che questa vita ci offre.
dobbiamo considerare, per comprendere appieno questa frase, il fatto che l uomo è un essere sociale, non solitario.
una società di individui poggia sulla certezza che le regole, scritte e non , tutelino la societa stessa, tutelino il singolo ed il gruppo, consentendo a tutti di essere liberi in uguale modo.
ma se una persona diventa anarchica, se perde o aborre le regole, questa persona porta la società in cui è inserita a escluderla, a tagliare l arto in cancrena per salvare il corpo intero, e da solo l uomo non è nulla se non oscurità e solitudine, sentimenti tristi e rabbia.
e la rabbia repressa può essere fatale per l individuo come per il gruppo.
l ultima appartiene ad un drammatologo russo, vissuto nel 1868.
La libertà è un'illusione menzognera.
un aspetto contro corrente alla libertà che la identifica come un aspetto menzognero, una colossale bugia, che si autoregge e che viene raccontata da tutti e da tutti viene creduta vera, in un interminabile ciclo che porta l uomo sulla soglia della consapevolezza, ma gli da l impressione di aver già oltrepassato quel varco, e che si è liberi di oltrepassarlo di nuovo, se solo se ne avesse voglia.
si dice che quando uno afferma che può farlo quando vuole, in realtà non potrà mai farlo.

arrivederci e grazie della lettura
tuttavia oggi è un nuovo giorno, e bisogna trattare un altro tema, la libertà, oggi ne ho discusso con una persona e volevo rendervi partecipi di un tale argomento.
la prima citazione è di Jean-Paul Sartre filosofo francese nato nel 1905.
L'uomo è condannato ad essere libero
vedere la libertà come una condanna è una cosa che apre nuovi punti di vista sulla questione.
analizziamo la nostra società, che essendo una società libera non ci opprime non ci obbliga a remare tutti nella stessa direzione, ma tutto ciò è vero? non siamo forse incanalati sempre più spesso al assimilare la libertà alla scelta? libertà = poter scegliere tra varie opzioni, ma questa non è già un imposizione, se il "poter" diventa dovere, l obbligo della scelta, a cui tutti noi oggi siamo soggiogati.
bisogna riflettere su che strade prendiamo noi, e su quali strade veniamo condotti.
la seconda appartiene a Benito Mussolini, che fu un politico italiano nato nel 1883.
La libertà non è un diritto: è un dovere. Non è una elargizione: è una conquista; non è un'uguaglianza; è un privilegio
l uomo che redo questa frase non era proprio un santo, ma a noi interessa il pensiero, e non la persona che l ha proclamato.
la libertà in questa frase è vista come un dovere, un privilegio, da conquistasi e rendersi meritevoli di possedere, e non un bene da trovare sempre a disposizione quando la si vuole e da abbandonare quando non ci rappresenta.
la libertà che noi oggi possediamo, durante la storia si è sviluppata fino a giungere fino a noi.
un esempio consono sarebbe un libro, a cui vengono apportate modifiche per adattarlo al proprio contesto storico culturale, il libro Sara diverso ogni giorno che passa, vecchi capitoli saranno cancellati e nuovi se ne aggiungeranno, risultando sempre diversa.
per questo noi dobbiamo conquistaci la nostra libertà, come se la sono conquistata i nostri genitori e i nostri nonni, e farne un privilegio nostro, che ci siamo sudati e che apprezziamo veramente.
la terza viene dalla penna di Luigi Russo, critico letterario italiano del 1892.
La libertà non è altro che un ordine, disciplina, e un uomo anarchico non è mai un uomo libero; colui che conduce una vita disordinata, si stanca presto di se stesso, si avvilisce, si sente schiavo del suo disordine, ed egli può dirsi un lento e cronico suicida della vita morale
ordine visto come legge che regola la vita, senza la quale, il solo esistere sarebbe una lunga agonia, un trascinarsi dietro a tutti i ninnoli che questa vita ci offre.
dobbiamo considerare, per comprendere appieno questa frase, il fatto che l uomo è un essere sociale, non solitario.
una società di individui poggia sulla certezza che le regole, scritte e non , tutelino la societa stessa, tutelino il singolo ed il gruppo, consentendo a tutti di essere liberi in uguale modo.
ma se una persona diventa anarchica, se perde o aborre le regole, questa persona porta la società in cui è inserita a escluderla, a tagliare l arto in cancrena per salvare il corpo intero, e da solo l uomo non è nulla se non oscurità e solitudine, sentimenti tristi e rabbia.
e la rabbia repressa può essere fatale per l individuo come per il gruppo.
l ultima appartiene ad un drammatologo russo, vissuto nel 1868.
La libertà è un'illusione menzognera.
un aspetto contro corrente alla libertà che la identifica come un aspetto menzognero, una colossale bugia, che si autoregge e che viene raccontata da tutti e da tutti viene creduta vera, in un interminabile ciclo che porta l uomo sulla soglia della consapevolezza, ma gli da l impressione di aver già oltrepassato quel varco, e che si è liberi di oltrepassarlo di nuovo, se solo se ne avesse voglia.
si dice che quando uno afferma che può farlo quando vuole, in realtà non potrà mai farlo.
arrivederci e grazie della lettura
lunedì 24 ottobre 2011
guerra
buongiorno.
voglio proporre una novità ai miei lettori.
da ora in poi, se vi fa piacere, io commenterò le citazioni che farò, cosi da creare spunti riflessivi su molti argomenti.
la prima citazione appartiene a Eschilo, filosofo greco del 525 a.c.
In guerra, la verità è la prima vittima
il significato di questa frase è molto forte, la verità, la giustizia se cosi vogliamo chiamarla è la prima a perire, a essere dimenticata dagli uomini mentre sono impegnati a massacrarsi a vicenda per futili motivi.
la seconda frase appartiene a un teorico militare di nome Carl von Clausewitz, che visse a cavallo fra il 1750 e il 1800.
La guerra non scoppia mai in modo del tutto improvviso, la sua propagazione non è l'opera di un istante
questo è il punto di vista di un teorico della guerra, uno studioso di quest arte.
questa frase vuole farci riflettere meglio sulle basi su cui si fonda la guerra, le cause che scatenano le conseguenze, ne siamo testimoni noi, nel oggi presente di tutti i giorni, abbiamo la possibilità di vedere, ma ce la neghiamo da soli, forse per paura di ammettere che viviamo dentro una polveriera, e che basta un fiammifero per cambiare la nostra esistenza, ma quel fiammifero, dovete capire chi? quando? e dove ha deciso di accenderlo, e quali saranno i benefici e quali gli svantaggi.
la terza appartiene a papa Giovanni paolo secondo, papa deceduto da soli 10 anni.
Come al tempo delle lance e delle spade, così anche oggi, nell'era dei missili, a uccidere, prima delle armi, è il cuore dell'uomo
grandissimo uomo di fede, questo papa pone l accento sul fatto che sia l uomo che decide di uccidere consapevole del orrido gesto che sta per compiere, accettando se stesso come un assassino e mascherando ciò con falsi vessilli che recano il nome di patria, idealismi e religioni.
ultima citazione è di vegenzio poeta latino vissuto al incirca nel v secolo
Chi desidera la pace prepari la guerra
voglio proporre una novità ai miei lettori.
da ora in poi, se vi fa piacere, io commenterò le citazioni che farò, cosi da creare spunti riflessivi su molti argomenti.
la prima citazione appartiene a Eschilo, filosofo greco del 525 a.c.
In guerra, la verità è la prima vittima
il significato di questa frase è molto forte, la verità, la giustizia se cosi vogliamo chiamarla è la prima a perire, a essere dimenticata dagli uomini mentre sono impegnati a massacrarsi a vicenda per futili motivi.
la seconda frase appartiene a un teorico militare di nome Carl von Clausewitz, che visse a cavallo fra il 1750 e il 1800.
La guerra non scoppia mai in modo del tutto improvviso, la sua propagazione non è l'opera di un istante
questo è il punto di vista di un teorico della guerra, uno studioso di quest arte.
questa frase vuole farci riflettere meglio sulle basi su cui si fonda la guerra, le cause che scatenano le conseguenze, ne siamo testimoni noi, nel oggi presente di tutti i giorni, abbiamo la possibilità di vedere, ma ce la neghiamo da soli, forse per paura di ammettere che viviamo dentro una polveriera, e che basta un fiammifero per cambiare la nostra esistenza, ma quel fiammifero, dovete capire chi? quando? e dove ha deciso di accenderlo, e quali saranno i benefici e quali gli svantaggi.
la terza appartiene a papa Giovanni paolo secondo, papa deceduto da soli 10 anni.
Come al tempo delle lance e delle spade, così anche oggi, nell'era dei missili, a uccidere, prima delle armi, è il cuore dell'uomo
grandissimo uomo di fede, questo papa pone l accento sul fatto che sia l uomo che decide di uccidere consapevole del orrido gesto che sta per compiere, accettando se stesso come un assassino e mascherando ciò con falsi vessilli che recano il nome di patria, idealismi e religioni.
ultima citazione è di vegenzio poeta latino vissuto al incirca nel v secolo
Chi desidera la pace prepari la guerra
questa citazzione appartiene a un rappresentante della cultura latina, una cultura belligiosa, che si espandeva, ma non opprimeva, faceva la guerra, ma dava la possibilità di arrendersi, erano il popolo guerriero per eccellenzaq, ma forse la loro era una guerra più umana della nostra .
chiudo questo minisaggio con la richiesta di farmi sapere se questo tipo di analisi vi piace più del precedente
arrivederci e grazie del tempo dedicatomi
domenica 23 ottobre 2011
giustizzia
oggi vi propongo alcune citazioni di questo controverso tema che dal alba dei tempi accompagna la umanità
la prima venne scritta da epicuro, un filosofo greco del 341 a.c.
In generale la giustizia è uguale per tutti, perché è utile nei rapporti sociali; ma in casi particolari, e a seconda dei luoghi e delle condizioni, risulta che la stessa cosa non è giusta per tutti
la seconda è di vilfredo pareto, un sociologo italiano nato nel 1848
La giustizia deve essere rigida e parere clemente. Il buon chirurgo con pietose parole conforta l'ammalato, mentre con mano sicura, e che pietà non trattiene, ne taglia le membra.
la terza citazzione nasce dalla penna di Joseph de Maistre, un filosofo nato in savoia nel 1753
La spada della giustizia non ha fodero.
ultimo, ma non per impotanza un proverbio cinese
La giustizia è la forza dei re, la furbizia è la forza della donna , l' orgoglio è la forza dei pazzi, la spada è la forza del bandito, l' umiltà è la forza dei saggi , le lacrime sono la forza del bambino, l' amopre di un uomo e una donna è la forza del mondo
buona giornata a tutti
la prima venne scritta da epicuro, un filosofo greco del 341 a.c.
In generale la giustizia è uguale per tutti, perché è utile nei rapporti sociali; ma in casi particolari, e a seconda dei luoghi e delle condizioni, risulta che la stessa cosa non è giusta per tutti
la seconda è di vilfredo pareto, un sociologo italiano nato nel 1848
La giustizia deve essere rigida e parere clemente. Il buon chirurgo con pietose parole conforta l'ammalato, mentre con mano sicura, e che pietà non trattiene, ne taglia le membra.
la terza citazzione nasce dalla penna di Joseph de Maistre, un filosofo nato in savoia nel 1753
La spada della giustizia non ha fodero.
ultimo, ma non per impotanza un proverbio cinese
La giustizia è la forza dei re, la furbizia è la forza della donna , l' orgoglio è la forza dei pazzi, la spada è la forza del bandito, l' umiltà è la forza dei saggi , le lacrime sono la forza del bambino, l' amopre di un uomo e una donna è la forza del mondo
buona giornata a tutti
sabato 22 ottobre 2011
ho2
buongiorno fedeli lettori, vi invito a prendere parte a queste riflessioni sul nobile e prezzioso elemento, cosi da arrichirci di sapere e cultura.
la prima citazione è di laozi, un filosofo cinese del 500 a.c.
Ecco come bisogna essere! Bisogna essere come l'acqua. Niente ostacoli – essa scorre. Trova una diga, allora si ferma. La diga si spezza, scorre di nuovo. In un recipiente quadrato, è quadrata. In uno tondo, è rotonda. Ecco perché è più indispensabile di ogni altra cosa. Niente esiste al mondo più adattabile dell'acqua. E tuttavia quando cade sul suolo, persistendo, niente può essere più forte di lei.
la seconda è di Margaret Atwood, una scrittrice canadese che vive tuttoggi tra noi
L'acqua non oppone resistenza. L'acqua scorre. Quando immergi una mano nell'acqua senti solo una carezza. L'acqua non è un muro, non può fermarti. Va dove vuole andare e niente le si può opporre. L'acqua è paziente. L'acqua che gocciola consuma una pietra. Ricordatelo, bambina mia. Ricordati che per metà tu sei acqua. Se non puoi superare un ostacolo, giragli intorno. Come fa l'acqua
la terza è di Franco Sacchetti, scrittore italiano del 300
in cento anni e 'n cento mesi torna l'acqua in suo' paesi
l ultima è una parte di una cazone di un catantew contemporaneo, francesco guccini
L'acqua che passa fra il fango di certi canali | tra ratti sapienti e pneumatici e ruggine e vetri | chissà se è la stessa lucente di sole o fanali | che guardo oleosa passare rinchiusa in tre metri. | Si può stare ore a cercare se c'è in qualche fosso | quell'acqua bevuta di sete o che lava te stesso | o se c'è nel suo correre un segno od un suo filo rosso | che leghi un qualcosa a qualcosa, un pensiero a un riflesso.
la prima citazione è di laozi, un filosofo cinese del 500 a.c.
Ecco come bisogna essere! Bisogna essere come l'acqua. Niente ostacoli – essa scorre. Trova una diga, allora si ferma. La diga si spezza, scorre di nuovo. In un recipiente quadrato, è quadrata. In uno tondo, è rotonda. Ecco perché è più indispensabile di ogni altra cosa. Niente esiste al mondo più adattabile dell'acqua. E tuttavia quando cade sul suolo, persistendo, niente può essere più forte di lei.
la seconda è di Margaret Atwood, una scrittrice canadese che vive tuttoggi tra noi
L'acqua non oppone resistenza. L'acqua scorre. Quando immergi una mano nell'acqua senti solo una carezza. L'acqua non è un muro, non può fermarti. Va dove vuole andare e niente le si può opporre. L'acqua è paziente. L'acqua che gocciola consuma una pietra. Ricordatelo, bambina mia. Ricordati che per metà tu sei acqua. Se non puoi superare un ostacolo, giragli intorno. Come fa l'acqua
la terza è di Franco Sacchetti, scrittore italiano del 300
in cento anni e 'n cento mesi torna l'acqua in suo' paesi
l ultima è una parte di una cazone di un catantew contemporaneo, francesco guccini
L'acqua che passa fra il fango di certi canali | tra ratti sapienti e pneumatici e ruggine e vetri | chissà se è la stessa lucente di sole o fanali | che guardo oleosa passare rinchiusa in tre metri. | Si può stare ore a cercare se c'è in qualche fosso | quell'acqua bevuta di sete o che lava te stesso | o se c'è nel suo correre un segno od un suo filo rosso | che leghi un qualcosa a qualcosa, un pensiero a un riflesso.
buona giornata
venerdì 21 ottobre 2011
la notte
oggi apro la mia giornata con questo post, che racchiude molta saggezza, lasciataci da grandi personaggi che parlarono della notte.
la prima citazione è di Nikolaj Aleksandrovič Berdjaev , un filosofo russo
La notte non è meno meravigliosa del giorno, non è meno divina; di notte risplendono luminose le stelle, e si hanno rivelazioni che il giorno ignora
la seconda citazione appartiene a shakespeare
Notte è ogni giorno finché io veda te, | la notte è luce se in sogno ti svela
la terza appartiene allo scrittore edgar alan poe
Coloro che sognano di giorno sanno molte cose che sfuggono a chi sogna soltanto di notte
un ultima ma non per impoteanza, questa è di herman hesse
La notte rimuove l'abituale sensazione di una vita comunitaria; quando non brilla luce, né si ode più voce umana, chi ancora veglia prova un senso di solitudine, e si vede isolato e affidato a se stesso
a domani e buona notte
la prima citazione è di Nikolaj Aleksandrovič Berdjaev , un filosofo russo
La notte non è meno meravigliosa del giorno, non è meno divina; di notte risplendono luminose le stelle, e si hanno rivelazioni che il giorno ignora
la seconda citazione appartiene a shakespeare
Notte è ogni giorno finché io veda te, | la notte è luce se in sogno ti svela
la terza appartiene allo scrittore edgar alan poe
Coloro che sognano di giorno sanno molte cose che sfuggono a chi sogna soltanto di notte
un ultima ma non per impoteanza, questa è di herman hesse
La notte rimuove l'abituale sensazione di una vita comunitaria; quando non brilla luce, né si ode più voce umana, chi ancora veglia prova un senso di solitudine, e si vede isolato e affidato a se stesso
a domani e buona notte
giovedì 20 ottobre 2011
tutto cambia
sono stato molti mesi in silenzio.
il silenzio e l isolamento, ho lasciato decadere l esterno.
molti di voi si sono dimenticati che esisto, ma è ora di tornare.
ecco alcune delle perle di saggezza che vi lascio.
Essere sepolti vivi è senza dubbio, il più terribile tra gli orrori estremi che siano mai toccati in sorte ai semplici mortali. Che sia avvenuto spesso, spessissimo, nessun essere pensante vorrà negarlo. I limiti che dividono la Vita dalla Morte sono, nella migliore delle ipotesi, vaghi e confusi. Chi può dire dove finisca l'una e cominci l'altra ?
edgar allan poe
La vita è divisa in tre momenti: passato, presente, futuro. Di questi, il momento che stiamo vivendo è breve, quello che ancora dobbiamo vivere non è sicuro, quello che già abbiamo vissuto è certo.
In tria tempora vita dividitur: quod fuit, quod est, quod futurum est. Ex his quod agimus breve est, quod acturi sumus dubium, quod egimus certum.
ultima citazione dal mio filosofo preferito : eraclito
Per quanto tu possa camminare, e neppure percorrendo intera la via, tu potresti mai trovare i confini dell anima: così profondo è il suo lógos.
arrivederci e ricordate panta rei
il silenzio e l isolamento, ho lasciato decadere l esterno.
molti di voi si sono dimenticati che esisto, ma è ora di tornare.
ecco alcune delle perle di saggezza che vi lascio.
Essere sepolti vivi è senza dubbio, il più terribile tra gli orrori estremi che siano mai toccati in sorte ai semplici mortali. Che sia avvenuto spesso, spessissimo, nessun essere pensante vorrà negarlo. I limiti che dividono la Vita dalla Morte sono, nella migliore delle ipotesi, vaghi e confusi. Chi può dire dove finisca l'una e cominci l'altra ?
edgar allan poe
La vita è divisa in tre momenti: passato, presente, futuro. Di questi, il momento che stiamo vivendo è breve, quello che ancora dobbiamo vivere non è sicuro, quello che già abbiamo vissuto è certo.
In tria tempora vita dividitur: quod fuit, quod est, quod futurum est. Ex his quod agimus breve est, quod acturi sumus dubium, quod egimus certum.
- (da De brevitate vitae 10-2)
ultima citazione dal mio filosofo preferito : eraclito
Per quanto tu possa camminare, e neppure percorrendo intera la via, tu potresti mai trovare i confini dell anima: così profondo è il suo lógos.
arrivederci e ricordate panta rei
mercoledì 19 ottobre 2011
e dopo la notte, il giorno
buongiorno signori e signore, riapre il blog, con un ricaricato autore, con alle spalle un estate bellissima sono di nuovo qua con proverbi e detti, frasi di uomini celebri e di perfeti sconosciuti.
sono tornato, e nulla potra più fermarmi.
sono tornato, e nulla potra più fermarmi.
lunedì 7 febbraio 2011
buona sera
oggi e un nuovo giorno
nessuno si deprima, non c è niente di cui deprimersi, a parte uno sfracello di cose che non sono propria mente sicuro di poter scrivere.
ma a parte questo.
ho scoperto alcune cose interessati, credo interesse ranno anche a voi, se no pazienza.
1)il caffè senza zucchero è molto più efiicacie, dal momento che senza zucchero la glicemia non si alza, la caffeina girerà in corpo più in fretta.
2) solamente meno di 70 ani fa, l obbligo scolastico era fino alla 2 media
3)in Italia la radio non fu utilizza bile, se non a scopo bellico fino ali anni 30
strane queste cose vero.
ciao a presto
nessuno si deprima, non c è niente di cui deprimersi, a parte uno sfracello di cose che non sono propria mente sicuro di poter scrivere.
ma a parte questo.
ho scoperto alcune cose interessati, credo interesse ranno anche a voi, se no pazienza.
1)il caffè senza zucchero è molto più efiicacie, dal momento che senza zucchero la glicemia non si alza, la caffeina girerà in corpo più in fretta.
2) solamente meno di 70 ani fa, l obbligo scolastico era fino alla 2 media
3)in Italia la radio non fu utilizza bile, se non a scopo bellico fino ali anni 30
strane queste cose vero.
ciao a presto
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