la prima è di Nino Salvaneschi,uno scrittore italiano del 1886.
Non dissetarti a tutte le fonti che trovi: la felicità sta nell'avere sempre sete.
vedere la felicità come la mancanza di qualcosa e non il suo possesso ci può sembrare strano, ma riflettiamo, noi ci impegnamo per essere felici, e per essere felici compiamo un percorso che ci porra davanti varie scelte e problemi, ma una volta superati ci faranno sentire il premio.
ma la domanda è la seguente, il premio esiste davvero?, o meglio a cosa serve il premio?
la risposta che io do a questa domanda è la seguente, il premio è solo un illusione, per convincere noi stessi a portare avanti una politica di sacrifici dediti al nostro migloramento, che senza, una politica che difficilmente porteremo avanti senza queste scuse.
ma allora chi è felice? colui che possiede i premi, o colui che non ne possiede nessuno la sentenza è ardua.
la seconda citazione appartiene a Frans Eemil Sillanpää, uno scrittore finlandese del 1888.
La ricchezza è la piu notevole forma di felicità terrena e felicità significa anche prova per se stessi. Sei tu uomo da sopportare la tua felicità? Qesto è il quesito.
la ricchezza, un bene spesso criticato nella storia del uomo.
il denaro viene considerato insieme al avidità degli uomini la principale causa del male nel mondo, ma se la felicità nasce dalla ricchezza , che felicità sarà?, una vera felicità? possibile, se noi stessi siamo in grado di sorreggere la prova della felicità ricca, una prova che ci imporra di sapere che molti altri vivono nella povertà, e sono felici in uguale misura a me, e allora non capirò di avere un eccesso? una cosa in più?, è questa la prova, e molti credono di superarla, ma non ne sono in grado.
la terza è di Giorgio Albertazzi uno scrittore italiano tuttoggi vivente
La felicità più che altro è un desiderio, è un'utopia
forse è vero, la felicità molto spesso sembra una chimera, un isola misteriosa avvolta dalla nebbia a cui ci si può solo avvicinare, ma mai atterrare o toccare con le proprie mani.
tutti noi abbiamo un obbiettivo nella vita, ma quato ci sfugge sempre, una saponetta bagnata.
ma la sua ricerca è ciò che ci spinge avanti, ci porta a crescere in modo miglore, e qusto non è di cero un male.
ultima citazione da parte di Friedrich Wilhelm Nietzsche, filosofo tedeso del 1844
La felicità non è fare tutto ciò che si vuole, ma volere tutto ciò che si fa.
questa teoria rispecchia l autoaccettazione da parte della persona, sapere che tutto ciò che si compie nella propria vita ha uno scopo, che tutto necessirta della nostra volonta per essere compiuto, perche nessuna cosa senza la volontà può essere portata a termine.
se ognuno di noi si accetta e accetta il suo operato, allora avra trovato la felicità.
arrivederci e grazzie della lettura
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